L.Rinaudo & A.Cusimano

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L.Rinaudo & A.Cusimano

Dei vermi è il mio paese

⌈audio version⌋Date of Release – 21.12.11

Format – FILE, mp3 \\ wav

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 Luca Rinaudo & Antonio Cusimano

Dei vermi è il mio paese (audio version)

di Gianluca Cangemi

Gradus ad Parnassum è il titolo d’una raccolta di esercizi pianistici pubblicata nei primi decenni dell’800 da Muzio Clementi, tutt’oggi piuttosto croce che delizia di ogni giovane pianista in formazione (a torto – povero Clementi! – ma il pianista lo scoprirà solo quando sarà diventato grande…). Da questa raccolta seminale la grande tradizione degli studi pianistici mosse i suoi passi dalle stanze degli studenti alle grandi sale da concerto, generando i noti capolavori di Chopin, Liszt, Debussy, Rachmaninov – giusto per citare i più popolari del passato – fino all’altro ieri dei tre Libri di studi di Ligeti, banco di prova del virtuosismo pianistico contemporaneo.

Il giochino compositivo che genera uno studio consiste nell’isolare una sola tecnica strumentale (scale o arpeggi – come quelli degli Aristogatti! – agilità del polso, e così via…) e da questa sviluppare con fantasia un complesso e compiuto edificio di pensiero musicale, variamente espressivo e profondo, spesso strabiliante ed entusiasmante all’ascolto.

Che c’entra però adesso la grande tradizione della musica cosiddetta “classica” con Dei vermi è il mio paese, digitalissima opera multimediale di Luca Rinaudo e Antonio Cusimano? C’entra che questa opera, entusiasmante e profonda all’audiovisione, nasce proprio come una raccolta di studi, realizzata inizialmente da Rinaudo – mentre era in formazione nella classe di musica elettronica del Conservatorio di Palermo – il quale ha isolato per ogni pezzo una tecnica della liuteria digitale contemporanea e da questa ha sviluppato, da compositore smaliziato e programmatore virtuoso qual è, una serie di composizioni: bozzetti onirici, meditazioni, sospensioni narrative, geometrie e incazzature sonore, malinconie.

Antonio Cusimano s’accorse poi d’una coerenza “affettiva” in questi studi elettronici e la realizzò compiutamente facendola fiorire in rigorose sinestesie e analogie visive digitali, a loro volta sospese o stranianti, oniriche, geometriche e visionarie, incazzate o malinconiche.

A completare l’opera il contributo di due microstorie in lingua spagnola di Valentina Ferraro, novecentesca poesia visiva che riporta a Palermo, e in digitale, la corporeità metafisica che già la Spagna si fece rubare in passato dalla città.

Così il titolo dell’opera tutta, nato a posteriori, finisce per essere quasi programmatico, e rivela e realizza infine – con mezzi modernissimi e in linea con le più aggiornate tendenze internazionali – quella stessa macerazione nella bellezza, o bellezza nonostante la macerazione, che ha generato nei secoli il patrimonio musicale e visivo di Palermo, da sempre “g-local”, globale e locale e un tempo. Dalle malinconie involute dei pezzi clavicembalistici di Alessandro Scarlatti all’eclettismo complesso e affettuoso dei madrigali di Sigismondo d’India, i gaudiosi e sensuali stucchi del Serpotta, l’intensità atemporale dei dipinti di Pietro Novelli, e ancóra i bagliori straziati del canto di Federico Incardona, di Eliodoro Sollima il canto nonostante ed evoluto, la sideralità sonora di Sciarrino, il diario antico e sospeso della musica di Marco Betta o il canto onnivoro e vitale del musico Giovanni Sollima. Fino alle giovanissime audiovisioni digitali di Luca Rinaudo e Antonio Cusimano.

Palermitana, e tutt’altro che macerata, è anche la vivace etichetta che ha meritoriamente accolto Dei vermi è il mio paese, la netlabel Brusio, nel cui sito web (www.brusionetlabel.net) è disponibile l’opera. Buona audiovisione..!
gennaio 2012



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